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I polli sono troppo spesso portatori di batteri

L’allevamento intensivo favorisce la diffusione di batteri come la Salmonella e il Campylobacter. Il Campylobacter è fra le infezioni alimentari più diffuse in Unione europea e la principale causa della diffusione del batterio va rintracciata nella carne di pollo. Le stime ufficiali riportano 9 milioni di casi di infezioni ogni anno nel territorio dell’Unione, con una spesa per la società che si aggira attorno ai 2,4 miliardi di euro l’anno, tra costi sanitari e perdite in termini di giornate di lavoro/scuola.

Nonostante la campylobatteriosi sia appunto la prima causa di contaminazione alimentare in Europa, in Italia non è possibile stimare le effettive infezioni da Campylobacter, così come invece succede in altri Paesi: da noi non esistono monitoraggi di routine.

Come si trasmette?
La trasmissione di batteri all’uomo avviene prima di cucinare la carne, solitamente in modo indiretto: oltre alle nostre stesse mani mentre la manipoliamo, la carne cruda contamina posate, contenitori, superfici varie della cucina. Questi utensili e superfici con cui entra in contatto la carne “raccolgono” i batteri presenti nel pollo e possono trasmetterli agli altri alimenti presenti in cucina. Il pollo quindi non deve essere lavato ma direttamente cucinato. L’industria stessa sconsiglia di lavare il pollo per evitare di infettare se stessi e contaminare altri cibi o gli attrezzi di cucina.
Per maggiori info leggi anche Sicurezza alimentare: il Campylobacter nel pollo

Recentemente il Ministero della Salute ha pubblicato la “Relazione sulla resistenza agli antimicrobici dei batteri zoonotici e commensali del settore avicolo” per il 2014.
Il 72.92% dei campioni di carne di pollo analizzati è risultato positivo alla presenza di diversi tipi di Campylobacter.
Nello specifico il 90,04% degli isolati di Campylobacter spp. sottoposti a test di sensibilità agli antibiotici ha mostrato resistenza ai fluorochinolonici, una classe di antibiotici di fondamentale importanza per la salute umana, e il 5,36% ha mostrato resistenza multipla a diverse classi di antibiotici contemporanemente.

 

Cosa puoi fare

  1. Se consumi prodotti di origini animale, chiedi e scegli #nonintensivo
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Fonti

  1. http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/corporate_publications/files/factsheetcampylobacterit.pdf
  2. http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/business/2016/02/03/unaitalia-per-avicoltura-su-produzione-e-consumi-in-2015_10937ee0-a13c-4640-a574-a06423765d65.html
  3. http://www.ilfattoalimentare.it/campylobacter-e-il-batterio-responsabile-del-maggior-numero-di-contaminazioni-alimentari-in-europa-il-doppio-della-salmonella-ma-in-italia-e-pressoche-sconosciuto.html
  4. http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2476_allegato.pdf