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Animali da allevamento

Gli allevamenti intensivi dei pesci

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Sebbene nascosti alla vista, gli allevamenti intensivi di pesci arrecano danno agli animali e all’ambiente tanto quanto le controparti sulla terraferma. I pesci sono stipati in spazi ridotti, dove i loro comportamenti naturali vengono limitati. In molti casi, l’acqua è sporca ed inquinata, il che espone i pesci a malattie, infezioni e parassiti. Per porre rimedio, gli allevatori utilizzano prodotti chimici ed antibiotici che possono essere dannosi per l'ambiente marino, per i consumatori e per il benessere dei pesci stessi. Data l’immensa portata dell’allevamento ittico e le previsioni per la crescita del settore, consideriamo questa situazione come una questione urgente da risolvere.

Vite vissute miseramente

Al momento, miliardi di pesci in allevamento vivono nella miseria più assoluta. L’acquacultura prevede l’allevamento dei pesci in spazi limitati fino al raggiungimento delle dimensioni necessarie, per poi passare alla fase di macellazione e vendita. La maggior parte dei sistemi di allevamento viene creata pensando all’aspetto economico invece che ai bisogni dei pesci. Le vasche e le gabbie non sono adatti ai bisogni dei pesci, in quanto ne limitano i comportamenti naturali.

Pessime condizioni

La maggior parte degli esemplari allevati viene cresciuta in allevamenti ittico in condizioni deplorevoli: ai salmoni viene dato uno spazio in cui muoversi equivalente a una vasca da bagno, nonostante alcuni esemplari possano arrivare a 75 cm di lunghezza.
I pesci che vivono in spazi sovraffollati sono più sensibili alle malattie e allo stress, presentando comportamenti aggressivi e lesioni come ferite alle pinne. Oltre che all’assenza di spazio personale, il sovraffollamento può portare anche alla scarsa qualità dell’acqua, il che a sua volta si traduce in meno ossigeno respirabile per ciascun pesce.
Le necessità comportamentali della maggior parte delle specie marine in acquacultura sono scarsamente comprese ed è molto probabile che le condizioni dell’allevamento intensivo non soddisfino nemmeno i bisogni primari dei pesci. Per esempio, l'allevamento ittico in gabbia impedisce ai pesci di esprimere un comportamento tanto naturale come quello di nuotare. I salmoni sono una specie migratoria che nel proprio habitat naturale percorre distanze lunghissime, mentre in allevamento possono solo nuotare in tondo sfregando continuamente contro la rete e contro i compagni di gabbia.
Al momento più della metà del pesce consumato dal mercato proviene dall’acquacultura, prevalentemente dagli allevamenti ittici intensivi industriali. Nel 2015, nel solo continente europeo, circa un miliardo di pesci sono stati allevati in gabbie subacquee .

3 fattori per il benessere degli animali

Un buon tenore di vita degli animali dipende da tre fattori importanti: benessere fisico, benessere mentale e la possibilità di vivere in natura.
L’allevamento intensivo non rispetta nessuno di questi tre criteri in quanto i pesci vivono in condizioni di sovraffollamento in spazi angusti, sono soggetti a procedure di gestione stressanti e vengono infine macellati con metodi disumani.
Noi di Compassion in World Farming abbiamo portato a termine video inchiesta, documentando migliaia di pesci stipati in spazi limitati dove non potevano far altro se non nuotare in circolo, senza la possibilità di esprimere i propri comportamenti naturali, e dove mostravano segni di estrema sofferenza.

Cosa stiamo facendo

A Compassion stiamo ora lavorando con urgenza per cambiare la legislazione europea in modo da porre fine a questa sofferenza. Crediamo infatti che, come tutti gli altri animali, i pesci non dovrebbero soffrire durante la propria vita o al momento della macellazione. Esistono sistemi più umani per la macellazione del pesce, come lo stordimento elettrico o la percussione, che dovrebbero essere utilizzati da tutto il settore il prima possibile.
Per aiutare la nostra campagna per una macellazione ittica dignitosa nell’UE clicca qui.