Pesci

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I pesci sono animali

Provano dolore, stress e paura. Manifestano emozioni positive, legami sociali e intelligenza avanzata. La ricerca scientifica ci spinge sempre di più ad apprezzare i pesci. In maniera molto più complessa di quanto ci fossimo mai resi conto, i pesci vivono vite ricche e sociali: comunicano, collaborano tra di loro per cacciare e sviluppano persino tradizioni culturali. Sia la scienza che il buon senso ci dicono che i pesci sono senzienti e quindi meritano una vita degna proprio come qualsiasi altro animale. Purtroppo, a causa dell’uomo, attualmente soffrono in quantità inimmaginabili- migliaia di miliardi- in tutto il pianeta. È tempo di riflettere sulla maniera in cui pensiamo ai pesci e guardare con occhi nuovi il modo in cui vengono trattati.

 

Cambiare l'atteggiamento nei confronti dei pesci

Compassion in World Farming, in collaborazione con Eurogroup for Animals, ha incaricato l'agenzia di sondaggi ComRes di condurre un'indagine a livello europeo sull'atteggiamento nei confronti dei pesci. Più di 9000 persone sono state intervistate in 9 paesi europei nel 2018. I risultati indicano una disparità tra il modo in cui il pubblico pensa ai pesci e il modo in cui questi animali vengono trattati dall'industria.

La maggior parte degli adulti in tutti i mercati europei esaminati (79%) afferma che il benessere dei pesci dovrebbe essere protetto nella stessa misura in cui viene tutelato il benessere degli altri animali mangiati dagli esseri umani, e la maggioranza afferma che il benessere dei pesci potrebbe essere protetto meglio di quanto venga fatto attualmente.

banchi di pesce

Non vi è chiarezza tra i consumatori sul trattamento dei pesci (anche per mancanza di una comunicazione adeguata da parte delle aziende produttrici). Ad esempio, i consumatori europei ritengono che i pesci certificati come "sostenibili" abbiano vissuto vite migliori quando la realtà è invece che il loro benessere non è stato affatto preso in considerazione.

La maggior parte degli intervistati afferma che il benessere dei pesci influisce sulla decisione di quali prodotti ittici acquistare. Attualmente questa esigenza di mercato non è soddisfatta perché non esistono sistemi di etichettatura che affrontino il nodo del benessere dei pesci. Pertanto non vi è alcun incentivo per l'industria a trattare meglio questi animali.

Questioni etiche a parte, questo è un errore anche dal punto di vista economico, perché la maggioranza degli intervistati dichiara di essere disposta a pagare di più per prodotti maggiormente rispettosi del benessere dei pesci. Per gli adulti in tutti i mercati europei, una netta maggioranza (79%) vorrebbe che le informazioni sul benessere dei pesci fossero visibili sulle confezioni di tutti i prodotti ittici, al fine di potere prendere decisioni informate sul tipo, sulla specie e sul benessere del pesce da acquistare e consumare.  

 

Miliardi di animali dimenticati  

I pesci sono gli animali più utilizzati sulla terra. I numeri sono enormi. È difficile sapere esattamente quanti pesci vengano uccisi a livello globale, perché sono troppi da contare. Ma in base a quanto pesano, si stima che ogni anno vengano uccisi a scopo alimentare da 1 a 3 trilioni (tremila miliardi) di pesci. Di tutti gli animali che la gente mangia il pesce è il più incompreso.

I pesci sono animali senzienti. Sono in grado di provare dolore, piacere e altre emozioni. Nonostante ciò, i pesci ricevono pochissima protezione dal punto di vista normativo e vengono allevati in condizioni terribili o catturati in natura usando metodi estremamente crudeli.

Un problema di benessere animale può essere misurato così: durata della sofferenza x intensità della sofferenza x numero di animali

La durata della sofferenza per i pesci al momento della macellazione può essere misurata in minuti oppure in ore. Un progetto di ricerca ha rilevato che i pesci possono impiegare tra i 55 ei 250 minuti per morire soffocati. Quelli sventrati vivi impiegano invece 25-65 minuti per morire. L'intensità di questa sofferenza è quindi solitamente molto ingente. Quanto sopra prova che la sofferenza dei pesci è il maggior problema di benessere animale del nostro tempo.

 

Quali sono le sfide?

  1. Sostenibilità

    In natura, i numeri dei pesci stanno precipitando a causa della pesca eccessiva. Secondo alcune stime, il 90% dei grossi pesci è stato già eliminato dal mare. Continuare a praticare la pesca come viene fatto attualmente, senza permettere agli ecosistemi marini di riprendersi, significa i nostri oceani diventeranno deserti entro il 2050. Una volta che queste creature e questi habitat saranno persi, non sarà possibile per noi riportarli indietro. I nostri figli potrebbero ereditare un mondo senza pesci. Sconvolgente, vero?

  2. Benessere

    Il crollo degli stock ittici a livello globale comporta che non è sostenibile mangiare la maggior parte dei pesci catturati in natura.

    Dal punto di vista del benessere animale, la situazione è ugualmente negativa. Infatti, anche se i pesci selvaggi possono aver vissuto una vita decente in cui sono liberi di esprimere i loro comportamenti naturali, la loro cattura e macellazione possono essere spesso violente e crudeli. Ai pesci può capitare di essere inseguiti fino allo sfinimento, guidati da scosse elettriche, intrappolati in reti affilate o presi all’amo.
    Quando i pesci vengono trascinati rapidamente in superficie dalle profondità del mare, i loro organi interni possono scoppiare e gli occhi schizzare fuori dalle loro orbite a causa del cambiamento di pressione. In alcuni casi, potrebbe essere più sostenibile mangiare pesce d'allevamento, specialmente se i pesci allevati non sono predatori, ad esempio carpe o pesce gatto.
    Tuttavia, la maggior parte dei pesci d'allevamento non viene macellata in maniera umana. Il soffocamento è il metodo di macellazione più utilizzato e ciò può richiedere ore.

    Quindi, in entrambi i casi, sia il pesce d'allevamento o selvaggio, è ragionevole dire che quasi tutti i pesci vengono uccisi in modi che non sono considerati umani.

  3. Allevamenti intensivi sott’acqua “Aquacultura”

    Nella cosiddetta acquacoltura i pesci vengono tenuti in aree delimitate e devono raggiungere un certo peso prima di essere macellati e venduti.

    La maggior parte dei sistemi di allevamento sono progettati tenendo in considerazione l'economia, piuttosto che i bisogni degli animali. Se paragoniamo una vasca o una gabbia con gli ambienti naturali dei pesci vedremo che entrambe limitano moltissimo i comportamenti naturali dell'animale.

    I pesci sono tenuti in condizioni di sovraffollamento in cui i parassiti e le malattie prosperano. La maggior parte dei pesci allevati vive in quelli che possono essere considerati essenzialmente degli allevamenti intensivi sottomarini.

    allevamenti di pesci

    Attualmente, proprio per la rapida espansione, più della metà dei prodotti ittici nel mondo proviene dall'acquacoltura. A parte la sofferenza dei pesci stessi, l'allevamento ittico può essere estremamente dannoso per l'ambiente e le comunità locali. C’è urgente bisogno di nuove linee guida e norme, simili a quelle per gli allevamenti terrestri, per garantire che questo settore smetta di causare danni così gravi.

  4. Macellazione

    L’allevamento dovrebbe garantire due fattori fondamentali per il benessere degli animali: una buona vita e una morte umana. I pesci allevati vengono macellati in allevamento o in impianti specializzati. Prima di essere ucciso, il pesce può essere manipolato più di quello a cui è abituato, il che può essere molto stressante. Il maneggiamento, il digiuno, l'affollamento e il trasporto spesso hanno luogo negli ultimi giorni/ore di vita di questi animali.

    pesce in una rete

    Da sempre, molti dei metodi usati per uccidere i pesci implicano un alto livello di crudeltà: immersione in una miscela di ghiaccio e acqua, soffocamento, esposizione al biossido di carbonio e sanguinamento, tra gli altri. Tutti questi metodi causano notevole dolore e paura ai pesci, come dimostrato anche dalle vere e proprie lotte ingaggiate dagli animali per tentare di scappare. La loro sofferenza può essere estremamente prolungata. Molti pesci rimangono coscienti e consapevoli del dolore per diversi minuti dopo che le loro branchie sono state tagliate e loro lasciati a morire per dissanguamento.

    Metodi più umani di macellazione esistono, ma senza una legislazione che ne prescriva l’uso la maggior parte delle aziende ittiche preferisce mantenere bassi i costi e non acquistare le attrezzature per consentire ai pesci una morte rapida.  

 

Quali soluzioni?

Se si introducono linee guida e politiche appropriate, il livello totale della pesca può essere ridotto in modo che i sistemi ecologici marini possano riprendersi. Così facendo, la pesca rimanente potrà utilizzare metodi di cattura e “atterraggio” più brevi e meno stressanti, garantendo che l'uccisione umana diventi la norma e vietando i metodi di cattura con esche vive. E’ l’imballaggio che può informare il consumatore su in che modo è stato prodotto il pesce che sta aquistando e quali sono gli impatti.

Esistono delle alternative all’allevamento intensivo dei pesci e se ne possono già trovare degli esempi in tutto il mondo. Quello che è però necessario, ora, è stabilire chiaramente le migliori pratiche, mentre l'industria deve a sua volta dimostrare apertura e trasparenza riguardo alla propria capacità di miglioramento.

Attualmente, invece, la maggior parte dei governi persegue politiche ittiche obsolete che incoraggiano la pesca eccessiva insostenibile, i danni ambientali e gli sprechi, mentre il benessere animale viene considerato raramente. I governi dovrebbero ascoltare gli scienziati e gli esperti e spostare le loro politiche dal massimo sfruttamento a metodi più rispettosi degli animali e compatibili con l'ecosistema. Se si intraprendono azioni decisive, i consumatori potranno avere la scelta di acquistare pesce per il quale saranno stati presi seriamente in considerazione il benessere degli animali e la sostenibilità ambientale.

 

Cosa farà CIWF?

CIWF lancerà presto un progetto sul benessere dei pesci a livello europeo, che studierà le pratiche di piscicoltura in tutta Europa. Vogliamo identificare le migliori pratiche e collaborare con produttori, enti certificatori e rivenditori al fine di garantire che ai consumatori sia data la possibilità di scegliere pesce europeo allevato con un maggiore livello di benessere.

Inoltre lavoreremo con organizzazioni partner e i portatori di interesse per far sì che venga introdotta una legislazione europea che protegga i pesci nello stesso modo in cui sono tutelati altri animali allevati a scopo alimentare.

 

Cosa possiamo fare? 

  1. Mangiare meno pesce


    La domanda di pesce da parte dei consumatori è uno delle cause principali della pesca eccessiva. Possiamo tutti contribuire mangiando meno pesce. Recentemente molte linee guida in tema di nutrizione hanno consigliato di aumentare il consumo di più pesce ai fini di condurre una dieta sana. Eppure, in molti casi si può praticare una dieta molto sana mangiando in gran parte o esclusivamente prodotti vegetali. Nel caso di coloro che invece desiderano consumare pesce con una provenienza più sostenibile, sia in termini ambientali che di benessere animale, è fondamentale che i rivenditori siano trasparenti sulla sua provenienza.  
  2. Migliorare le proprie scelte

    Quando si acquista pesce pescato, è importante acquistare solo pesce con una certificazione di sostenibilità come MSC. Tuttavia, a differenza di alcuni sistemi di certificazione terrestri come il biologico, MSC non include considerazioni sul benessere. Il nostro sondaggio su scala europea ha rilevato che questo è un punto significativo di confusione per i consumatori. I consumatori mossi da considerazioni etiche vogliono che il benessere dei pesci venga preso sul serio dall’industria alimentare, ma attualmente non ci sono prodotti che soddisfano questi criteri e nessun programma di certificazione a supporto di questi sforzi.
  3. Sensibilizzare amici e colleghi


    Attualmente, sono ancora molte le persone che non si rendono conto della misura in cui i pesci soffrono per soddisfare le richieste del mercato. Per questo stiamo incoraggiando i nostri sostenitori a informare a loro volta amici e colleghi. CIWF pubblicherà presto maggiori informazioni sui pesci e sull'allevamento ittico in tutta Europa. La nostra campagna verrà lanciata a novembre 2018, quindi incoraggiamo le persone a iscriversi alla nostra mailing list, a seguirci sui social media e a rimanere sintonizzati per ulteriori azioni in arrivo.

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