Search icon

“Saluti” dall’inferno: un messaggio da parte degli animali esportati in Paesi terzi

News Section Icon Pubblicato 14/06/2019

Quest’anno il messaggio arriva direttamente da loro: gli animali trasportati ed “esportati” in Paesi extraeuropei. Sono gli animali i protagonisti delle due maxi-cartoline indirizzate ai ministri della Salute e delle Politiche agricole. “Saluti dal Medio Oriente. Avrei preferito restare a casa…”. Questo il loro messaggio, semplice e chiaro, come la nostra richiesta ai ministri Giulia Grillo e Gian Marco Centinaio: vogliamo che in Italia venga vietata l’esportazione di animali vivi verso Paesi extraeuropei.

Elena posting_nl.png

Oggi, 14 giugno, Giornata internazionale contro il trasporto di animali vivi, i due ministri riceveranno le maxi-cartoline simboliche, con il numero delle firme raccolte per la petizione a loro rivolta: oltre 26.000 cittadini italiani si sono uniti al nostro appello e chiedono che si metta fine a questo commercio crudele.

Il trasporto a lunga distanza sottopone gli animali a sofferenze e disagi di ogni tipo: sovraffollamento, mancanza di cibo e acqua, temperature estreme, mezzi non adeguatamente equipaggiati. L’esportazione di animali oltre i confini dell’Unione europea aggiunge ai tormenti di un viaggio estenuante una morte crudele, spesso inflitta secondo metodi di macellazione che in Ue sono illegali. L’esportazione apre, infatti, le porte alle più atroci brutalità e gli animali perdono ogni tutela.

Da tempo siamo schierati contro il trasporto e l’esportazione di animali vivi e continueremo, ogni anno, a prendere posizione in difesa degli animali coinvolti, che, stando ai dati sull’export, non sono pochi:

  • Oltre 1 milione i bovini e ovini esportati dall’Europa via mare e su strada verso Paesi terzi.
  • 28.312 i bovini esportati dall’Italia nel 2018, di cui 10.880 (il 38%, con un aumento annuo di 6 punti percentuali) verso Nord Africa, Medio Oriente e Turchia.

Gli animali sono esseri senzienti, in grado di provare dolore e stress proprio come noi, non merci. Non ci stancheremo mai di ripeterlo e continueremo a lavorare affinché gli animali non vengano più sottoposti a questi lunghi viaggi della sofferenza.

Abbiamo formato un movimento globale che ha acceso i riflettori sul trasporto di animali vivi. Conduciamo investigazioni, raccogliamo dati, organizziamo campagne pubbliche e promuoviamo attività di sensibilizzazione, per denunciare e opporci fermamente a un commercio infame che non può più essere tollerato.

Per approfondimenti sul movimento Stop Live Transport, si invita a visitare il sito web dedicato.