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70 veterinari dicono ‘NO’ agli allevamenti intensivi

News Section Icon Pubblicato 11/08/2017

Un gruppo di veterinari (per lo più olandesi) chiamato ‘The Caring Vets’ ha pubblicato una lettera aperta in cui prende apertamente posizione contro le implicazioni in materia di benessere animale che derivano dai sistemi intensivi di allevamento.

Nella lettera i veterinari dicono che le condizioni nell’allevamento intensivo hanno progressivamente allontanato la professione veterinaria dalla sua fondamentale vocazione, ovvero “promuovere il benessere animale, alleviare la sofferenza degli animali, segnalare le gravi carenze nella cura degli stessi e rispettare l’intrinseco valore dell’animale”.

Dobbiamo prendere posizione per gli animali

La dichiarazione fa riferimento alla sofferenza che gli animali patiscono all’interno di questi sistemi a partire dalla nascita, mentre sono allevati, trasportati, fino alla macellazione.

E, prendendo in considerazione gli argomenti che vengono spesso citati a favore dei mega-allevamenti, essi sostengono che “gli interessi finanziari, i flussi commerciali, l’occupazione o il nutrire una popolazione mondiale in crescita non sono responsabilità dei veterinari. Come professione, abbiamo il dovere di difendere gli animali”.

In aggiunta, dichiarano che non ci dovrà essere “nessuna stretta di mano a detrimento del benessere animale”.

La lettera per intera può essere letta qui.

Una dichiarazione fortissima

Ci auguriamo che questa richiesta di un maggior livello di benessere per gli animali negli allevamenti sia accolta da organismi veterinari nazionali in quanti più paesi possibile. Finora il gruppo AVATMA (Asociación de Veterinarios Abolicionistas de la Tauromaquia y del Maltrato Animal), che rappresenta 460 veterinari spagnoli, ha già espresso il proprio sostegno.

Emma Slawinski, la direttrice delle campagne internazionali di CIWF, ha dichiarato:

"Applaudiamo a questa potente dichiarazione da parte di leader della comunità veterinaria. Gli animali negli allevamenti intensivi patiscono una vita di privazioni e sofferenze: speriamo che questa lettera aperta ispirerà veterinari provenienti da tutto il mondo ad assumere una posizione simile sulla crudeltà inaccettabile e sistematica nei sistemi intensivi e ad entrare in campo per gli animali".