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Traporto animali vivi – Viaggio dell’inferno dal Portogallo in Israele

News Section Icon Pubblicato 15/11/2021

Nave di animali bloccata al largo delle coste italiane per due giorni, 14 animali sono morti durante il viaggio.

ONG si rivolgono alla Commissione ANIT per chiedere il divieto del trasporto di animali vivi in mare

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(pubblicare le foto con i seguenti crediti: Israel Against Live Shipments)

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La nave Phoenix III, diretta al porto israeliano di Haifa, Israele, con un carico di 1.200 giovani tori e 5.644 pecore, è rimasta pericolosamente bloccata per due giorni in mare vicino a Mazara del Vallo, Italia.

Le autorità portoghesi sono state informate da PATAV (un movimento civico portoghese) che la nave si era fermata per 48 ore. La nave, partita da Sines (Portogallo) il 22 ottobre e fermatasi il 27 vicino all'Italia, è ripartita dopo due giorni e ha raggiunto il suo porto di destinazione in Israele il 4 novembre, a due settimane della partenza.

Una coalizione di ONG, che ha seguito la nave e filmato gli animali mentre venivano scaricati nel porto di Haifa, ha scritto alla commissione ANIT del Parlamento europeo (Commissione d'inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto) per chiedere di sostenere il divieto del trasporto di animali vivi in mare.

Le immagini scattate durante lo scarico mostrano animali bloccati ed esausti in condizioni di grande sovraffollamento, ammassati uno sopra l'altro, e tori molto sporchi con le corna rotte. Alcuni degli animali mostravano anche sintomi di stress da calore. Gli animali sono stati rapidamente caricati di nuovo sui camion. Passeranno otto giorni in quarantena nella regione di Mehola (90 km dal porto), e poi saranno trasportati di nuovo in diversi allevamenti in Israele per 4-8 mesi prima della macellazione.

Questo caso, come i noti casi delle Karim Allah e Elbeik all'inizio del 2021, mostra ancora una volta quanto possano essere pericolosi i viaggi in mare per gli animali. In questo incidente, 14 animali sono stati dichiarati morti, ma se la nave fosse rimasta bloccata per più giorni, avremmo potuto assistere a un'altra tragedia.

Nella lettera alla Commissione ANIT, le ONG hanno fatto riferimento all'importanza dei piani di emergenza e alla necessità, da parte delle autorità competenti e degli organizzatori, di prendere in considerazione le condizioni meteorologiche previste fino alla destinazione finale quando si autorizza un trasporto. La mancanza di piani di emergenza fattibili e la mancanza di verifica delle condizioni meteorologiche hanno il potenziale di influenzare negativamente il benessere degli animali quando si verificano situazioni impreviste.

La Phoenix III è una nave per il trasporto di animali vivi attiva da 43 anni (Ex-reefer convertita nel 2011 all'età di 33 anni quando dovrebbe essere già rottamata). La maggior parte delle navi per il trasporto di animali vivi che operano nell'UE hanno un'età d’uso e una situazione di conversione simili, e dal 2017 sono la categoria n. 1 per il numero di fermi in tutto il mondo, oltre ad essere considerate ad alto rischio nel profilo di rischio del Protocollo d'intesa di Parigi.

Inoltre, secondo un recente studio pubblicato nel 2021, il 36% delle navi per il bestiame approvate dall'UE hanno subito incidenti gravi, guasti o perdite.

Oltre a questo, ci sono preoccupazioni riguardo all'autorizzazione di Phoenix III: secondo l'autorità centrale rumena Phoenix III ha trasportato animali vivi senza autorizzazione da aprile ad agosto 2021 senza che la Commissione Europea lo sapesse e reagisse. Era il 10 aprile 2021 quando è scaduta l’autorizzazione UE concessa dalla Romania e il 18 agosto 2021 quando la nave è stata riautorizzata dalla Croazia per esportare animali europei. Ma secondo Vesseltracker.com (una piattaforma di navigazione marittima) Phoenix III era a Illichivsk, Ucraina il 18 agosto dove è rimasta dal 16 al 28 agosto. Nel periodo dal 10 aprile al 18 agosto la nave ha fatto 8 viaggi esportando animali da Croazia, Portogallo e Romania verso Israele.

Al di là del motivo del guasto, questo episodio rappresenta l’ennesimo esempio di come il benessere degli animali esportati rimanga in gran parte sconosciuto durante i viaggi in mare, nonché durante il trasporto nei paesi terzi fino alla destinazione finale. Le molte tragedie già accadute in passato (le navi Suez, Karim Allah, Elbeik e Queen Hind e molti altri casi) dimostrano che la protezione degli animali durante il trasporto in mare non è possibile per vari motivi: il maltempo e i guasti tecnici possono causare ritardi, la maggior parte dei porti non è in grado di ospitare gli animali e le condizioni in mare possono peggiorare improvvisamente senza possibilità di fuga mettendo a grande rischio sia gli animali che l'equipaggio.

Dato l’esaustivo lavoro che l'ANIT ha fatto sul trasporto via mare, le ONG chiedono ora che la Commissione sostenga una graduale eliminazione del trasporto marittimo extracomunitario e che solleciti regole più severe e precise sul trasporto marittimo intracomunitario.

Annamaria Pisapia, Direttrice di CIWF Italia Onlus, ha dichiarato: “Sono state ore difficili: quando Phoenix 3 era scomparsa dai radar al largo di Mazara del vallo, non sapevamo cosa era successo a questi animali, già provati da diversi giorni di viaggio. Vedendo lo stress degli animali arrivati in Israele, ammassati come pacchi, e sapendo che alcuni non sono sopravvissuti al viaggio, non possiamo che ribadire ancora una volta: le esportazioni di animali vivi verso paesi terzi sono un incubo e vanno vietate per legge, a cominciare da quelle via nave. Se questo divieto legislativo continua a tardare a venire, quante altre tragedie dobbiamo attenderci, quanta sofferenza?

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