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Meno carne: essenziale per l’obiettivo di Parigi

News Section Icon Pubblicato 14/12/2015

A Parigi i leader mondiali hanno raggiunto un accordo per limitare l’aumento della temperatura globale “ben al di sotto dei 2°C”.

L’accordo di Parigi sottolinea che, pur essendo questo impegno delle parti benvenuto, non è sufficiente per mantenere la temperatura al di sotto dei 2°C. Lo stesso accordo sottolinea che è necessaria una riduzione più importante delle emissioni per raggiungere l’obiettivo “ben al di sotto dei 2°”.

Philip Lymbery, direttore generale di Compassion in World Farming International ha dichiarato: “Una significativa riduzione del consumo di carne e prodotti lattiero caseari è vitale se dobbiamo colmare la differenza fra gli impegni attuali di riduzione delle emissioni di gas serra e il maggiore decremento necessario per raggiungere l’obiettivo di Parigi”.

La ricerca dimostra che passare ad una dieta salutare con minori consumi di carne e prodotti lattiero caseari potrebbe produrre circa il 40% della riduzione aggiuntiva delle emissioni necessaria a raggiungere l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura sotto i 2°C [i] [ii]

Philip Lymbery ha aggiunto: “Ridurre il consumo di carne e prodotti lattiero caseari può aiutarci a raggiungere l’obiettivo di Parigi evitando così livelli pericolosi di cambiamenti climatici.”


Dopo Parigi dobbiamo cambiare la nostra dieta e il modo in cui alleviamo gli animali.

L’Accordo di Parigi richiede ai paesi di fare quanto possibile per catturare anidride carbonica invece che rilasciarla in atmosfera. Una buona gestione del pascolo è un modo eccellente per farlo. L’Accordo incoraggia anche le Parti a ridurre le emissioni derivanti dalla deforestazione e a proteggere la biodiversità.

Lymbery sottolinea: “Dobbiamo abbandonare l’allevamento intensivo che con il suo bisogno di grandi quantità di soia e cereali come mangime è un fattore chiave della deforestazione e della perdita di biodiversità. L’allevamento dovrebbe focalizzarsi sul pascolo e su sistemi a rotazione fra cereali e allevamento perché in questo modo si contribuisce alla qualità del suolo che consente di catturare grandi quantità di anidride carbonica. Ma questo non vuol dire che dobbiamo espandere ulteriormente i nostri pascoli, perché creerebbe ulteriore deforestazione”.

Sicurezza alimentare - L’accordo mette in rilievo “la priorità fondamentale di salvaguardare la sicurezza alimentare”. L’allevamento intensivo implica nutrire gli animali con cereali commestibili per l’uomo, che gli animali convertono non efficientemente in carne e latte. La FAO riconosce che questo spreco di cereali minaccia la nostra abilità di nutrire la crescente popolazione mondiale.[iii][iv]

Il ruolo dei consumatori - Lymbery conclude: “Il messaggio è semplice: mangiare meno carne ma di migliore qualità – assicurandosi che provenga da allevamenti all’aperto, nell’interesse del nostro clima, dell’ambiente, della sicurezza alimentare, del benessere degli animali e, non da ultimo, della nostra salute”.

Fonti

[i] Bajželj B. Et al, 2014. Importance of food-demand management for climate mitigation. Nature Climate Changehttp://www.nature.com/doifinder/10.1038/nclimate2353
[ii] Wellesley et al, 2015. Changing climate, changing diets : pathways to lower meat consumption
[iii] FAO, 2013. Tackling climate change through livestock
[iv] World Livestock 2011: livestock in food security. UN Food and Agriculture Organization