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News Section Icon Pubblicato 20/10/2020

Ieri notte, il Parlamento Europeo è stato testimone di uno sviluppo disturbante e antidemocratico sul voto che riguarda la Politica Agricola Comune che potrebbe avere disastrose conseguenze per gli animali negli allevamenti.

All’ultimo minuto, il voto su alcuni degli aspetti più importanti (emendamenti 1127-1141) è stato posticipato ad oggi, 20 ottobre. Questo, senza che si prestasse la dovuta attenzione al processo del Parlamento, dato che le liste degli emendamenti e le traduzioni erano state finalizzate all’ultimo momento. Tutto questo è avvenuto a porte chiuse, minando i fondamenti della democrazia e il diritto delle persone di essere informate sulle attività delle istituzioni.

Il Parlamento Europeo deve rigettare la proposta

A seguito di questo svilupppo, motivato dalla volontà di affrettare la votazione sul compromesso senza un dibattito adeguato, chiediamo ai membri del Parlamento europeo di votare oggi in favore dell’emendamento 1147 al fine di rimandare la PAC alla Commissione Europea. La Commissione dovrebbe quindi sottomettere un’altra proposta in linea con quanto previsto dai Trattati UE, e questo è possibile ora, visto che l’inizio della nuova PAC è stato rimandato di due anni. Per evitare la sofferenza degli animali, prevenire l’estinzione delle specie e l’aggravarsi della crisi climatica, e assicurare un sistema alimentare sostenibile e etico è necessario un appropriato, coerente e democratico processo legislativo.

Una coalizione tossica?

Molti membri del Parlamento Europeo dei 3 maggiori gruppi politici, il Partito Popolare Europeo, il Gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo e Renew Europe – si sono uniti per evitare ogni proposta progressista che era sul tavolo. Questo minaccia di ostacolare l’ambizione europea di promuovere importanti riforme agricole. Questo, rischia di spingere l’Europa a compiere un salto indietro come succederebbe a riguardo del famoso “divieto dell’hamburger vegetariano” che vieterebbe di usare nomi come “hamburger” per descrivere i prodotti a base di vegetali, come appunto, gli hamburger di soia.

Invece di allinearsi a quanto previsto dal Green Deal Europeo e dalla Strategia Farm to Fork, la posizione di questa coalizione informale è ormai desueta. Se adottata, rappresenterebbe un passo indietro anche a confronto con la proposta adottata dalla Commissione nel 2018 e consentirebbe per altri 7 anni la sofferenza degli animali e il degrado ecologico e sociale, in piena contraddizione on il Green Deal, la Strategia Farm to Fork, e gli impegni internazionali per tutelare la biodiversità, la lotta ai cambiamenti climatici e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

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