Search icon

La scienza in soccorso del pianeta: un decalogo virtuoso per la futura Politica Agricola Comune

News Section Icon Pubblicato 10/03/2020

Un team internazionale di oltre 3600 scienziati, di cui 240 italiani, ha pubblicato uno studio che delinea dieci azioni chiave che la futura Politica Agricola Comune (PAC) dovrà contenere per la sicurezza alimentare a lungo termine, la conservazione della biodiversità e la mitigazione dei cambiamenti climatici. Lo studio è stato rilanciato in Italia dalla Coalizione Cambiamo Agricoltura.

Gli studiosi sottolineano come la attuale proposta della Commissione Europea per la Politica Agricola Comune (PAC) debba essere "drasticamente migliorata” dopo il 2020: l’attuale PAC è infatti tra i fattori principali che hanno portato all'odierna emergenza climatica e perdita della biodiversità, oltre ad aver fallito gli obiettivi socio-economici per le aree rurali.

Così si sono espressi gli scienziati, che già erano intervenuti sul tema nel novembre 2019 inviando una lettera aperta al Parlamento europeo e alla Commissione.

La Politica Agricola Comune: un’opportunità per la transizione a un agricoltura più sostenibile

Con il termine Politica Agricola Comune, intendiamo l’insieme delle regole e dei meccanismi con cui l'Unione europea, fin dalla sua nascita, ha regolamentato il comparto agricolo e che include anche i finanziamenti destinati alla produzione agricola. Tra i beneficiari di questi sussidi troviamo anche gli allevamenti intensivi, responsabili di emissioni di inquinanti ambientali elevatissime che rappresentano un rischio sia per il benessere animale che delle persone.

Il modello di agricoltura intensiva promosso dall’ultima PAC, è fra le cause della perdita di biodiversità, dell'inquinamento dell'acqua e dell'aria e contribuisce alla crisi climatica. Un dato allarmante per l’Europa è rappresentato dalla perdita, dal 1980 a oggi, del 57% degli uccelli legati agli ambienti agricoli: solo in Italia parliamo di una percentuale pari al 23% che nelle aree di pianura sale al 45%. Ma anche gli insetti impollinatori sono in grave declino, come le farfalle e le preziosissime api.

C’è da chiedersi se arrivati a questo punto la transizione ad un’agricoltura più sostenibile sia davvero possibile. Gli scienziati assicurano di sì, purché si smetta di finanziare pratiche distruttive e si aumenti al contempo in modo significativo il sostegno alla transizione degli agricoltori verso un'agricoltura più sostenibile e rispettosa della natura.

Nel decalogo per modificare la Politica Agricola Comune dell’Ue, gli scienziati avanzano proposte e richieste precise, come stabilire una percentuale minima del 10% di superficie agricola destinata ad habitat naturali come siepi, strisce di fiori o stagni, sostenere la diminuzione della dipendenza dalle sostanze chimiche di sintesi, pesticidi e fertilizzanti chimici e supportare la multifunzionalità, l’aumento dei controlli e del monitoraggio dell’efficacia ambientale degli interventi finanziati.

Le sfide della sostenibilità ambientale dell’agricoltura in Italia

In questo dibattito sono intervenute le associazioni di #cambiamoagricoltura, che identificano proprio nell’agricoltura biologica e biodinamica, pratiche più avanzate di agroecologia, la chiave per affrontare le sfide ambientali del prossimo futuro.

In un comunicato stampa rilasciato il 9 marzo, chiedono alla politica italiana di non rimanere indifferente e ascoltare l’appello degli scienziati: “Questo appello urgente di migliaia di scienziati è senza precedenti e arriva in un momento cruciale” - dichiarano le Associazioni della coalizione #CambiamoAgricoltura, perché “in questi mesi è in corso il dibattito sul prossimo periodo di finanziamento della PAC (2021-2027), in parallelo alle discussioni sul bilancio UE post 2020, incluso quanto andrà all’agricoltura e a quali condizioni.”

Le proposte degli esperti corrispondono a quanto le 11 Associazioni della Coalizione (WWF, Lipu, Legambiente, ProNatura, ISDE, Federbio, AIAB, Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica, Slow Food Italia, AIDA (Associazione Italiana di Agroecologia) e Accademia Kronos Onlus, sostenute da Fondazione Cariplo, hanno già scritto nel loro decalogo per la riforma della PAC, pubblicato sul sito cambiamoagricoltura.it.

Gli scienziati, inoltre, chiedono impegni e obiettivi chiari ai singoli Stati all’interno del loro Piano Strategico Nazionale per la PAC, per il quale in Italia sta prendendo ora avvio la discussione pubblica. “È fondamentale”, concludono le associazioni di #CambiamoAgricoltura, “che il nostro Paese all’interno del proprio piano strategico metta al centro le sfide della sostenibilità ambientale dell’agricoltura, perché solo così si potranno vincere sul lungo periodo anche le sfide economiche e sociali”.

Scenari futuri: Green Deal e le strategie di PAC e From Farm to Fork

Tutto questo si inscrive nel complesso scenario che prende il nome di Green Deal, proposto dalla Commissione e riguardante un piano specifico per il settore agroalimentare, in cui va a delinearsi sempre più chiaramente la strategia del From Farm to Fork “dal produttore al consumatore” un progetto che continua a destare forti preoccupazioni per quanto riguarda il tema del consumo di pesticidi e il mantenimento di sistemi di allevamento intensivo.

A febbraio 2020 alcune tra le più importanti ONG internazionali, tra cui CIWF, hanno scritto una lettera alla Commissione Europea per esprimere la propria preoccupazione riguardo a questa strategia e alla insostenibilità dei sistemi di allevamento intensivi e dell’eccessivo consumo di carne, latticini e uova. La lettera chiede alla Commissione europea di sviluppare, nell'ambito della strategia Farm to Fork, un piano d'azione specifico per un consumo e una produzione minori e migliori di carne, prodotti lattiero-caseari e uova nell'UE, per allontanarsi da sistemi di allevamento e agricoltura intensiva.