Search icon

Uova da allevamento in gabbia? Il report EggTrack monitora i progressi delle aziende

News Section Icon Pubblicato 17/10/2019

Eggtracklogo540

Compassion in World Farming lavora da anni con le aziende su progetti mirati al miglioramento del benessere animale. Quando rendiamo pubblici i nomi delle aziende che si impegnano ad abbandonare le gabbie, ne seguiamo il lavoro e controlliamo che all’impegno faccia seguito un percorso concreto.

Si inserisce in questo ambito di lavoro il report europeo EggTrack, alla sua seconda edizione, in cui CIWF analizza i progressi fatti dalle aziende per raggiungere l’obiettivo di abbandonare le gabbie per le galline ovaiole.

La battaglia contro l’allevamento in gabbia non può prescindere dall’impegno delle aziende: i segnali che provengono dall’industria sono tappe importanti nel lungo percorso che porta alla transizione a sistemi più rispettosi del benessere degli animali.

Meno uova da allevamento in gabbia

Laying hen with black and white background

I consumatori sono sempre più consapevoli e informati sulle condizioni in cui vivono gli animali allevati a fini alimentari e cresce anche la sensibilità sul tema: sempre di più le scelte di consumo si orientano su prodotti da allevamenti più rispettosi del benessere degli animali. Accade, ad esempio, per le uova da allevamento in gabbia: i trend di vendita dello scorso anno registrano in Italia una flessione del -20%.

Sono quindi sempre di più le aziende del mondo della ristorazione, dell’industria alimentare e della distribuzione che si impegnano ad abbandonare le uova da galline allevate in gabbia: nel report EggTrack, sono stati analizzati nel 2019 gli impegni ad abbandonare le gabbie per le galline di più di 106 realtà europee. Il report si basa esclusivamente sulle informazioni rese pubbliche dalle aziende con l’obiettivo di promuovere la trasparenza e valutare la comunicazione dei progressi fatti.

Cosa emerge dal report

La tendenza che emerge dai dati è positiva: le aziende alimentari europee dimostrano serietà nell’affrontare il tema e in generale si nota un buon livello di comunicazione sulle percentuali di conversione delle filiere.

Rispetto agli obiettivi fissati, il report registra una media dei progressi fatti rispetto agli impegni futuri pari al 64%. Confrontando questo dato con quello registrato nel report EggTrack 2018, i progressi medi sono migliorati di dieci punti percentuali (dal 54% al 64%).

Relativamente alla comunicazione dei progressi rispetto agli impegni presi, è emerso che il 72% delle aziende europee analizzate comunica almeno parzialmente i progressi fatti (ad esempio comunicando su almeno una porzione di filiera, una specifica area geografica o un tipo di uova), mentre il 42% comunica in maniera completa.

Progressi in Italia e prospettive future

I dati principali di EggTrack 2019 mostrano che l’Italia si posiziona in linea con lo scenario europeo.

Dichiara Elisa Bianco, responsabile del Settore Alimentare di CIWF in Italia: “In Italia è estremamente incoraggiante vedere che, dopo i progetti di collaborazione positiva che CIWF ha portato portati avanti in questi anni, veniamo contattati da sempre più aziende interessate a continuare a migliorare. Il gran numero di aziende incluse in EggTrack dà un chiaro segnale a quelle che non hanno ancora pubblicato un impegno ad abbandonare le gabbie, che stanno seriamente rischiando di restare indietro rispetto al resto del settore”.

EggTrack sarà pubblicato annualmente fino al 2025 per monitorare i progressi fatti e incoraggiare le aziende a una sempre maggiore trasparenza nelle loro comunicazioni. I consumatori devono poter accedere a informazioni il più complete possibile sui prodotti che acquistano e le aziende che scelgono di impegnarsi sul fronte del benessere animale devono avere la giusta visibilità.

EggTrack è uno strumento per monitorare i progressi e al tempo stesso favorirli. Perché il sistema delle gabbie venga abbandonato in tempi brevi è necessario agire su più fronti e il ruolo del mercato è cruciale: con le nostre scelte di consumo possiamo fare la differenza per gli animali e l’industria è sempre più reattiva al riguardo.

Clicca qui per leggere il report completo.