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Alimentarsi: un'azione quotidiana che può fare la differenza per gli animali, le persone e il pianeta

News Section Icon Pubblicato 16/10/2019

Ripetiamo spesso che il lavoro di Compassion in World Farming punta a un sistema alimentare sostenibile e più rispettoso di animali, persone, ambiente. Ma cosa significa questo nello specifico? In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione 2019, ecco qualche dato per spiegare il nesso fondamentale tra benessere animale, ambiente e salute umana.

L'allevamento intensivo fa male al pianeta

Ormai è noto: l’allevamento intensivo contribuisce almeno per il 14,5% alle emissioni di gas serra globali (dati FAO) e consuma moltissima acqua (sia per gli animali sia per coltivare i cereali che diventano mangime per gli animali).

Empty Outdoor Enclosure On An Intensive Farm

Inquinamento, deforestazione, perdita della biodiversità: l’impatto ambientale dell’allevamento intensivo è devastante e purtroppo le prospettive future non sono rosee. In un opuscolo realizzato proprio per la Giornata mondiale dell’alimentazione 2019, la FAO sottolinea che, a causa del crescente consumo di carne e alimenti trasformati, i danni ambientali causati dal sistema alimentare potrebbero aumentare dal 50 al 90% nei Paesi a basso e medio reddito.

Come riportato da Il Fatto Alimentare, con la progressiva industrializzazione della zootecnia, la produzione di carne è passata dai 70 milioni di tonnellate del 1961 a 330 milioni di tonnellate nel 2018, e, stando sempre ad alcune proiezioni elaborate dalla FAO, potrebbe raggiungere 524 milioni di tonnellate nel 2080, un incremento di quasi il 60% in più rispetto a oggi.

L’aumento della domanda di prodotti di origine animale nei Paesi emergenti, e il conseguente aumento della produzione di carne, accelereranno ulteriormente i cambiamenti climatici.

L’allevamento intensivo è un sistema inefficiente: i costi e gli impatti negativi sull’ambiente sono decisamente maggiori rispetto ai benefici, cioè la fornitura di proteine.

Gli animali sono pessimi “convertitori” di mangime in calorie: per ogni 100 calorie di cereali commestibili, come il mais, dati al bestiame, solo 17-30 calorie ritornano sotto forma di carne. In questa trasformazione compiuta dagli animali, perdiamo fino all’80% di calorie, segno, questo, di una conversione inefficiente. Alcuni studi indicano tassi di conversione ancora più bassi. Cassidy et al (2013) riportano che per ogni 100 grammi di proteine da cereali dati come mangime agli animali, si ricavano solo circa 43 grammi di proteine in latte, 35 grammi in uova, 40 grammi in carne di pollo, 10 grammi in carne di maiale e 5 grammi in carne di manzo.

Ridurre il consumo di carne e prodotti di origine animale, e allevare quindi meno animali in condizioni in cui il loro benessere sia rispettato, fa bene anche al pianeta.

L'allevamento intensivo fa male alla salute

Mangiare meno carne, meno prodotti lattiero-caseari e meno uova, oltre a ridurre l’impatto ambientale dell’allevamento, migliora la salute umana.

Veg

La maggior parte di noi occidentali mangia più proteine del necessario. I grassi saturi nella carne e i prodotti lattiero-caseari possono essere nocivi per la salute e possono essere fattori di obesità, di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari. Recentemente, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha classificato le carni lavorate, come prosciutto e salsicce, come cancerogene per l’uomo.

Bisognerebbe mangiare meno e mangiare meglio: oltre a ridurre il consumo di carne e prodotti di origine animale, chi li consuma dovrebbe privilegiare prodotti di migliore qualità. Esiste un legame acclarato tra benessere animale e valore nutrizionale dei prodotti di origine animale. I risultati principali delle varie indagini e studi sul tema possono essere riepilogati in tre assunti:

  1. MAGGIORE BENESSERE ANIMALE = MENO GRASSI Scegliendo prodotti di origine animale provenienti da allevamenti rispettosi del benessere animale, i consumatori possono ridurre considerevolmente l’apporto di materia grassa nella loro dieta, in particolare per quanto riguarda la presenza di grassi saturi.
  2. MAGGIORE BENESSERE ANIMALE = PIÙ OMEGA-3 I prodotti provenienti da allevamenti rispettosi del benessere animale, rispetto a quelli provenienti da allevamenti intensivi, contengono sempre una percentuale più elevata di omega-3 nelle loro parti grasse.
  3. MAGGIORE BENESSERE ANIMALE = PIÙ ANTIOSSIDANTI I prodotti provenienti da allevamenti più rispettosi del benessere animale contengono livelli maggiori di antiossidanti rispetto ai prodotti provenienti dagli allevamenti intensivi.

Esempi concreti con le percentuali di valori nutrizionali di specifici alimenti possono essere trovati in questa sezione del nostro sito. Il report completo con l’analisi dettagliata, redatto da Compassion in World Farming, può essere scaricato qui.

Gli allevamenti intensivi, inoltre, sono una delle cause della diffusione dell’antibiotico resistenza. In Italia, circa il 70% degli antibiotici venduti (compresi anche quelli per il consumo umano) è destinato agli animali. Si prevede che l’antibiotico-resistenza potrebbe uccidere una persona ogni 3 secondi entro il 2050 (fonte: O’Neill report, consultabile qui).

Allevare gli animali in modo non intensivo e più rispettoso del loro benessere fa bene quindi anche alla salute umana, oltre che agli animali e al pianeta.

Più informazioni in etichetta per un'alimentazione sostenibile

Alimentarsi è un’azione quotidiana ed elementare, eppure non neutra e per niente insignificante. Un’alimentazione consapevole può fare la differenza: si può scegliere di non restare indifferenti di fronte alla sofferenza degli animali negli allevamenti, all’impatto sull’ambiente che hanno i sistemi di produzione del nostro cibo, e agli effetti sulla salute delle nostre scelte di consumo.

Food Retail

Per essere in grado di compiere scelte di consumo consapevoli, è necessario però trovare informazioni chiare e non ingannevoli sulle etichette, che possano fungere da bussola e aiutare i consumatori a orientarsi negli acquisti.

Per questo abbiamo lanciato una petizione in cui chiediamo ai Ministri delle Politiche agricole e della Salute di avviare subito un processo per la definizione di un’etichettatura univoca, volontaria, specie-specifica secondo il metodo di allevamento.

È importante che chi consuma carne e prodotti di origine animale sia messo in grado di compiere una scelta consapevole. Affinché le nostre scelte siano sostenibili per tutti: animali, persone e ambiente.

Se non hai ancora firmato la petizione, puoi farlo qui: