Search icon

Dead zone. Come gli allevamenti intensivi mettono a rischio la sopravvivenza delle specie

News Section Icon Pubblicato 03/02/2017

copertina-alta_webnews.jpg

Avete mai pensato agli allevamenti intensivi come la causa dell’estinzione degli animali selvatici sul pianeta?

Questo è il tema del nuovo libro di Philip Lymbery, Dead Zone - Come gli allevamenti intensivi mettono a rischio la sopravvivenza delle specie, che uscirà a marzo anche per i lettori italiani, pubblicato da Nutrimenti.

Philip Lymbery, CEO di Compassion in World Farming, nel precedente libro Farmageddon – best seller internazionale pubblicato in 11 paesi – esplorava le contraddizioni economiche e le conseguenze sull’ambiente e sulla nostra salute della politica intensiva nell’agricoltura e nell’allevamento.

La ricerca di queste implicazioni continua con Dead Zone, dove l’autore ha voluto presentare, in un appassionante viaggio, gli impatti dell’allevamento intensivo sulla biodiversità, attraverso alcune specie emblematiche. Il legame che esiste tra la sopravvivenza dell’elefante asiatico, del bombo, del falco pellegrino, dell’usignolo, del giaguaro e del pinguino e il sistema intensivo di produzione del nostro cibo è molto stretto, più di quanto si pensi. Anche l’uomo, che è allo stesso tempo fautore della distruzione del pianeta e vittima di questo sistema, è a sua volta una specie in via d’estinzione.

Nel suo avvincente racconto Philip Lymbery include anche una tappa italiana: nel libro infatti ci sarà un capitolo interamente dedicato ad alcune importanti problematiche ambientali e di salvaguardia della biodiversità del nostro paese.

Ma se qualcuno pensa che questo sia il classico libro catastrofista si sbaglia: l’autore racconta al suo pubblico chiaramente quello che si può fare per salvare il pianeta. Un libro inchiesta imperdibile, dove nulla è scontato e che dà a tutti la possibilità di entrare in azione per proteggere il nostro pianeta, gli animali e noi stessi.