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Una gabbia per conigli al Museo della Tortura

News Section Icon Pubblicato 16/09/2015

La scorsa settimana CIWF Italia ha consegnato al Museo della Tortura di Lucca una gabbia per conigli, a simboleggiare come il sistema di allevamento su cui purtroppo, ancora oggi, si basa la maggior parte della produzione italiana di carne di coniglio, sia inaccettabile ed anacronistico.
Le gabbie in cui vengono tenuti gli animali da allevamento, a partire da quelle per conigli, sono una vera e propria forma di tortura, una forma di crudeltà non più tollerabile nel 21esimo secolo. L'evento, di portata internazionale, si è svolto in contemporanea lo scorso giovedì 10 settembre anche a Parigi, Londra, Berlino, Varsavia e Amsterdam.

Annamaria Pisapia, nel consegnare la gabbia al Museo della Tortura, ha dichiarato

"Il giorno di oggi rappresenta una pietra miliare per il benessere dei conigli. La gabbia in cui milioni di essi vengono costretti a vivere è stata riconosciuta quale è veramente, uno strumento di costrizione e sofferenza, ed è a pieno titolo entrata a far parte del Museo della Tortura. Ringraziamo di cuore la Direttrice del Museo, Maria Rosaria Aloi, e il Museo tutto per avere aderito a questa iniziativa simbolica ma fondamentale".

Il Museo della Tortura da sempre è particolarmente sensibile a tutte le forme di tortura che ancora ingiustamente vengono praticate sul nostro pianeta e per questo ha espresso il proprio appoggio e la propria sintonia con l’iniziativa di CIWF Italia.

L'iniziativa è inoltre sostenuta dalle Senatrici del PD Silvana Amati e Manuela Granaiola, che hanno dichiarato:

"Abbiamo sostenuto con convinzione la campagna End the Age Cage di CIWF, contro l'allevamento dei conigli in gabbia. Le sofferenze degli animali negli allevamenti intensivi, oltre ai frequenti inaccettabili abusi, sono note. Nessun animale dovrebbe essere allevato in quelle condizioni e in assenza di qualsiasi tutela. Il gesto di CIWF è inequivocabile, volto ad accrescere la nostra consapevolezza su metodi anacronistici che devono essere messi al bando al più presto".

Una nuova era senza gabbie

L’anno scorso abbiamo lanciato la nostra campagna europea End the Cage Age, con lo scopo di mettere fine all’utilizzo delle gabbie negli allevamenti europei, a partire dai conigli, l’animale più allevato in gabbia in tutta Europa.
Sono più di 300 milioni i conigli europei che passano tutta la vita confinati in gabbie piccolissime, che spesso causano loro stress e ferite, impedendo qualsiasi comportamento naturale come saltare, fare balzi, scavare o nascondersi.

L’Italia è il primo produttore di carne di coniglio in Europa e il secondo a livello mondiale. Secondo i dati FAOstat nel nostro Paese vengono macellati approssimativamente 175 milioni di conigli ogni anno. Circa il 99% di questi animali viene allevato in gabbia, in uno spazio inferiore ad un foglio A4: un sistema crudele e primitivo che non può più avere posto nel 21° secolo.

Agisci ora per mettere fine all’allevamento in gabbia dei conigli firmando la nostra petizione.

Esistono metodi alternativi di allevamento

Come spiega Annamaria Pisapia:

“Cambiare è possibile: altri paesi europei, dove si sono sviluppati i sistemi a terra, ce lo mostrano. Ognuno di noi può essere protagonista del cambiamento, non consumando più carne proveniente da allevamenti di conigli in gabbia.”

In Belgio e in Germania, ad esempio, sono stati sviluppati anche a livello industriale metodi di allevamento alternativi alla gabbia, in cui i conigli possono esprimere buona parte dei loro comportamenti naturali.

In particolare in Belgio, su pressione dell’opinione pubblica, è stato creato un metodo di allevamento al coperto in cui i conigli hanno piattaforme su cui saltare, tubi in cui nascondersi e un pavimento in plastica che non ferisce le loro zampe.
In questi allevamenti i conigli non sono trattati con antibiotici, vengono curati solo se si ammalano, e la mortalità scende al di sotto del 10%.

In Germania, su iniziativa di un supermercato virtuoso e del suo fornitore che produce e alleva con questo metodo anche in Cina, sono disponibili sul mercato conigli cresciuti in allevamenti senza gabbie, all’interno di un recinto in cui gli animali oltre a saltare, balzare, nascondersi e vivere  in gruppi, dispongono di luce naturale e di una lettiera.