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News Section Icon Pubblicato 28/11/2018

Un’indagine condotta da CIWF in allevamenti europei mostra pesci allevati in condizioni di sovraffollamento, pescati e macellati non rispettando la legge, con lunghe agonie e grande sofferenza. CIWF Italia Onlus lancia la campagna "Ripensa i pesci" e chiede con una petizione al Ministro della Salute Giulia Grillo di introdurre misure immediate che obblighino all’uso di metodi di macellazione che riducano al minimo possibile la sofferenza dei pesci.

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Pesci feriti, che si dimenano, anche dopo il presunto stordimento, in una vasca per il dissanguamento, che restano vivi anche quando sono estratti dalla vasca per essere trasportati alla macellazione. Pesci che galleggiano, morti, nei contenitori prima ancora di essere storditi e macellati. Pesci che, in teoria anestetizzati, si dimenano quando vengono estratte le uova dal loro corpo, per poterle inviare in altri allevamenti; e ancora pesci che muoiono a causa del sovraffollamento, o dopo una lunga agonia a contatto con il ghiaccio. Anche i pesci pescati muoiono per soffocamento, sui pescherecci, molto tempo dopo essere stati estratti dall’acqua. Secondo la legge invece, ai pesci dovrebbero essere evitate inutili sofferenze durante l’abbattimento e dovrebbero quindi essere storditi efficacemente prima di essere macellati. Le immagini girate da CIWF nel 2018 in allevamenti europei (Francia e Grecia) di trote, orate, branzini, anguille e storioni, dimostrano che questo spesso non avviene. Gli allevamenti visitati riforniscono grandi supermercati in tutta l’UE.  

I pesci sono esseri senzienti e, come tutti gli altri animali, sono in grado di provare sofferenza e dolore. Il loro benessere va tutelato eppure, in tutta l’Unione europea, sono uccisi nei modi più crudeli. Molti paesi, fra cui l'Italia, usano attualmente dispositivi di stordimento la cui efficacia non è scientificamente comprovata e l’inchiesta svolta da Compassion in World Farming dimostra l’entità del problema, sottolineando l’esigenza di un intervento urgente. Il Regolamento Ue in materia di macellazione (1099/2009) richiede che i pesci siano tutelati: prevede che non provino sofferenze non necessarie durante l’abbattimento. Secondo la Commissione europea, la conformità al Regolamento è garantita dall'aderenza alle Linee guida della Organizzazione mondiale della salute animale (OIE) in materia di stordimento e abbattimento del pesce da allevamento,[1] sottoscritte da tutti gli Stati membri. Una recente relazione della Commissione, tuttavia, ha stabilito che la maggior parte degli Stati membri oggetto di indagine, Italia compresa*, attualmente violano dette linee guida. Molti produttori infatti utilizzano metodi di macellazione considerati crudeli dall’OIE.  

Le enormi sofferenze dei pesci durante la macellazione sono tra i più gravi problemi di benessere animale della nostra epoca. Esistono sistemi più umani per la macellazione del pesce, come lo stordimento elettrico o la percussione, e ciononostante molti produttori utilizzano ancora metodi crudeli e superati. Gli Stati membri sono garanti del rispetto delle leggi europee. Per questo CIWF chiede al Ministro della Salute di introdurre misure immediate che obblighino all’uso di metodi di macellazione che evitino sofferenze inutili ai pesci.

Dichiara Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia Onlus: “I pesci sono esseri senzienti come tutti gli altri animali. Eppure, la loro sofferenza è la più dimenticata e anche quella che coinvolge i numeri più spropositati- miliardi di animali ogni anno. Ci appelliamo al Ministro della Salute affinchè compia urgentemente un primo importante passo per la loro tutela.”

*Quali pesci macellati illegalmente in Italia

La specie più allevata in Italia è la trota, seguita da orata e branzino. Secondo un'indagine pubblicata dalla Commissione europea, per stordire le trote viene utilizzata una scossa elettrica, ma i macchinari utilizzati non sono verificati perciò non c'è certezza che rispettino gli standard OIE. Le orate e i branzini sono uccisi per soffocamento nel ghiaccio, un metodo chiaramente inumano. Soffrono per lungo tempo, anche più di 40 minuti.

Approfondimenti

• Quanti pesci macellati in UE

In Unione europea vengono allevati fra 0,5 e 1,7 miliardi di pesci secondo dati FAO del 2015

• Quanti e quali pesci allevati in Italia

In Italia nel 2015 sono stati allevati pesci per 48.401 tonnellate (FAO 2015). Fishcount.org stima che questo corrisponda a un numero che va da 39 a 198 milioni di singoli pesci allevati in Italia ogni anno.

• Quanti pesci consumati in Italia

Il consumo totale di pesce in Italia è in crescita e nel 2013 era di 1.529.359 tonnellate compresi i pesci allevati, quelli pescati, i molluschi e i crostacei.  

[1] OIE. (2010). Welfare Aspects of Stunning and Killing of Fish for Human Consumption. Health (San Francisco), 1–5. Retrieved from OIE. (2014). Aquatic Animal Health Code (17th ed.). Retrieved from http://www.oie.int/  

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