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Carne di maiale contaminata da MRSA in Gran Bretagna

News Section Icon Pubblicato 23/06/2015

Una ricerca commissionata in Gran Bretagna dalla “Alliance to Save Our Antibiotics” ha trovato carne di maiale, già in vendita presso i supermercati, contaminata dall’MRSA, il batterio Stafilococco aureo resistente alla meticillina[1]. Lo studio indica che in Gran Bretagna i consumatori che mangiano carne di maiale due volte a settimana possono essere esposti all’MRSA ogni tre mesi.
In Italia la prevalenza dell’MRSA nei suini e negli esseri umani è fra le più alte in Europa. CIWF Italia chiede quali siano concretamente i piani del Ministero della Salute per far fronte a quella che potrebbe diventare un’emergenza.

In Gran Bretagna lo studio della “Alliance to Save Our Antibiotics”, pubblicato da The Guardian, ha riacceso i riflettori sul tema dell’antibiotico-resistenza e in particolare sullo Stafilococco aureo resistente alla meticillina proveniente dagli allevamenti che può causare infezioni gravi e invasive anche alle persone: polmonite, infezioni delle ossa, del sangue e del cuore.

Lo studio ha trovato il batterio resistente in 2 su 52 campioni di carne che si trovavano già in vendita presso i supermercati, rappresentando in questo modo una minaccia reale per la salute dei consumatori: in Gran Bretagna coloro che mangiano carne di maiale due volte a settimana possono essere esposti all’MRSA ogni tre mesi.

Anche se un’adeguata cottura uccide l’MRSA, il pericolo sta nel fatto che il batterio può trasferirsi sulla pelle delle persone quando la carne viene maneggiata prima della cottura, con la possibilità di causare un’infezione in un momento successivo. Inoltre, le persone che sono direttamente a contatto con gli animali da allevamento, inclusi operatori delle aziende agricole e veterinari, sono più a rischio.

L’emergenza della diffusione di batteri antibioticoresistenti come l’MRSA è legata anche all’uso eccessivo di antibiotici negli allevamenti intensivi, che si rende necessario a causa delle condizioni estreme e non rispettose del benessere, in cui sono allevati gli animali.

In Italia, anche se si registra un calo negli ultimi anni, ancora un’impressionante 71% degli antibiotici venduti sono destinati agli animali da allevamento. Nel triennio 2010-13 l’incidenza di MRSA negli esseri umani nel nostro Paese si aggirava intorno al 36% , seppur con un trend in calo, mentre una ricerca commissionata nel 2009 dall’Unione Europea aveva rilevato un’alta prevalenza di MRSA solo tra i suini (34,9%).

L’esempio olandese - L’MRSA ST398 fu identificato per la prima volta in un gruppo di suini olandesi circa 10 anni fa, prima di diffondersi nell’intera industria europea di allevamenti di maiali. In seguito è stato ampiamente riscontrato anche nel pollame e nei vitelli allevati intensivamente [2][3].

In Olanda, dopo aver registrato l’emergenza dell’MRSA e di altri batteri antibioticoresistenti negli allevamenti, le autorità hanno fissato un piano di obiettivi ambiziosi per la riduzione dell’uso di antibiotici sugli animali. Da allora, l’uso totale di antibiotici negli allevamenti  è diminuito del 63% nell’arco dei 6 anni successivi e, parallelamente, è stato anche registrato  un calo dei casi di persone contagiate dall’MRSA ST3998, evidenziando un possibile collegamento fra l’uso di antibiotici in allevamento e l’incidenza di batteri antibioticoresistentinei casi di infezioni umane.[4]

L’esempio olandese deve fare scuola, soprattutto perché dimostra che esistono alternative possibili all’uso massiccio di antibiotici. CIWF Italia Onlus chiede quindi quali siano, concretamente, le strategie in atto da parte del Ministero della Salute per attuare una riduzione del consumo di antibiotici negli allevamenti e per monitorare la prevalenza dell’MRSA nei suini e il possibile contagio della popolazione attraverso gli operatori di settore.

Ha dichiarato AnnamariaPisapia, direttrice di CIWF Italia Onlus, associazione affiliata a CIWF International: “Benessere e salute animale vanno di pari passo. Se gli animali, come avviene negli allevamenti intensivi, sono allevati al limite delle loro possibilità fisiologiche, ammassati in spazi ristretti al chiuso, in condizioni di permanente stress, l’uso di antibiotici diventa un “must” per gli allevatori, per impedire di avere mortalità troppo alta”.

Philip Lymbery, direttore Generale  di Compassion in World Farming (CIWF) ha dichiarato: “Mentre i pericoli dell’uso eccessivo di antibiotici nella medicina umana sono ben documentati, l’impatto dell’uso di questi farmaci negli allevamenti è stato generalmente comunicato di meno.

“Il rapporto di causa-effetto fra l’uso di antibiotici negli allevamenti  e la resistenza nelle infezioni umane è cionondimeno ampiamente riconosciuto da organizzazioni come  l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’EFSA.”

Altre dichiarazioni

Cóilín Nunan, Consulente scientifico della Alliance ha dichiarato: “L’MRSA associato al bestiame sta evolvendo e ne stanno emergendo varianti più pericolose. Gli scienziati avvertono che potrebbe infine portare ad una pandemia negli umani visto che così tanti animali sono portatori del super batterio.” [5]

Il Prof. Mark Holmes della Università di Cambridge che ha svolto la ricerca ha dichiarato: “I nostri risultati indicano che l’MRSA ST398 è stanziale negli allevamenti inglesi di suini. La presenza dell’MRSA nella carne dei supermercati dimostra un potenziale percorso per la trasmissione della resistenza antimicrobica proveniente dagli allevamenti verso la più vasta popolazione umana, e non soltanto a quelli che sono in contatto diretto con gli animali da allevamento”.

Helen Browning, direttore della Soil Association, ha dichiarato: “Sono anni che l’’Alliance to Save our Antibiotics ha lanciato l’allarme sul fatto che gli allevamenti di maiale in Gran Bretagna potessero sviluppare l’MRSA, così come è già successo in Europa, e il governo dovrebbe attivare controlli sistematici su questo. È vitale minimizzare assolutamente l’uso di antibiotici negli animali da allevamento , e incoraggiare sistemi che tengono gli animali in salute senza l’uso di queste medicine, Il Governo ora deve prendere la questione seriamente, e agire per proteggere la salute pubblica.”

  [1]        Hadjirin et al. 2015, Detection of livestock-associated meticillin-resistant Staphylococcus aureus CC398 in retail pork in United Kingdom, February 2015, Eurosurveillance

   [2]        In the UK, MRSA ST398 has been found on a poultry farm and in bulk milk from dairy cattle.

   [3]        Köck et al. 2014, The impact of zoonotic MRSA colonization and infection in Germany, Berl Munch Tierarztl Wochensch.

   [4]        Data on number of cases of MRSA ST398 in Dutch people is available from the National Institute of Public Health and the Environment

   [5]        European scientists recently warned that a new subpopulation of MRSA ST398 is “serious hazard for humans” and may lead to a “pandemic spread in humans”. See Van der Mee-Marquet et   al. 2014, Emergence of a novel subpopulation of CC398 Staphylococcus aureus infecting animals is a serious hazard for humans, Frontiers in Microbiology

Note per i giornalisti

La Alliance to Save Our Antibiotics è un’alleanza fra gruppi che si occupano di salute, medicina, ambiente e benessere animale che lavorano insieme per fermare l’uso eccessivo di antibiotici negli allevamenti. E’ fondata dalla Soil Association, Compassion in World Farming e Sustain in 2009, ed è supportata dalla Jeremy Coller Foundation. Lavora per un mondo in cui la salute e il benessere di persone e animali sono protetti da cibo e sistemi di allevamento che non si basano sull’uso sistematico dii antibiotici e farmaci analoghi.

Compassion in World Farming è la maggiore organizzazione internazionale per la protezionele il benessere degli animali di allevamento,  che lavora per porre fine al sistema di allevamento intensivo e per una produzione di cibo  più rispettosa degli animali e  sostenibile..

La Soil Association è stata fondata in 1946 da allevatori, scienziati, medici e nutrizionisti per promuovere la connessione fra la salute del suolo, il cibo, gli animali, le persone e l’ambiente.
Oggi al Soil Association è fra le più importanti associazioni in Gran Bretagna che si occupano di queste tematiche  Lo scopo è di fare sì che cibo giusto possa essere disponibile per tutti, chiunque esso sia, dovunque si trovi. Per maggiori informazioni www.soilassociation.org

Sustain- the Alliance for better food and farming lavora per cibo e politiche agricole e pratiche che supportino la salute e il benessere delle persone e degli animali, nonché alla sostenibilità ambientale. Rappresenta 100 organizzazioni di interesse pubblico  nazionale e internazionale e a livello locale. Questa ricerca è stata resa possibile grazie ad un finanziamento di A Team Foundation.

 

 

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