Stop the machine

Elephant_ITA.jpg

Attualmente il mondo ospita 7 miliardi di persone e una moltitudine di animali e piante diversi, ciascuno con il proprio ruolo nella complessa rete degli ecosistemi. Ma negli ultimi quarant’anni il numero di mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci si è dimezzato.

La ragione principale di questa distruzione è il sistema con il quale produciamo il nostro cibo. Una macchina infernale che mangia risorse e distrugge habitat naturali e biodiversità a ritmi mai visti.

Seguici per essere informato sulle nostre iniziative per fermare la macchina infernale dell’allevamento intensivo #stopthemachine

Il prezzo che il pianeta paga per la produzione intensiva di cibo

Il nostro sistema di produzione del cibo ha trasformato la carne e il cibo di origine animale in prodotti a buon mercato. Ma a quale prezzo? Il 70 per cento della biodiversità terrestre globale minacciata è a rischio estinzione a causa della produzione intensiva di cibo[i]. Cibo, non solo prodotto per nutrire gli uomini direttamente ma anche per sfamare gli animali chiusi negli allevamenti.

Negli ultimi cinquant’anni, la produzione di cibo si è trasformata in un’industria, che produce in serie alimenti in un modo che viene solitamente presentato come efficiente, ma in realtà comporta sprechi esagerati ed è strettamente connessa con le gravi perdite di specie animali che stiamo registrando in questi anni.

Seguici per essere informato sulle nostre iniziative per fermare la macchina infernale dell’allevamento intensivo #stopthemachine

Troppe specie sull'orlo dell'estinzione

Interi paesaggi agricoli sono stati spazzati via dalle monocolture – tappeti di coltivazioni uniformi, a volte a perdita d’occhio. Uccelli, api e farfalle sono andati in declino insieme alle piante di cui si nutrivano. Le irrigazioni di fertilizzanti e pesticidi chimici hanno sostituito i secolari metodi naturali per mantenere il suolo fertile e tenere lontani gli insetti dannosi. Le galline ovaiole sono finite in gabbie da batteria, i maiali in gabbie strette o in recinti spogli e affollati, mentre i polli hanno iniziato a essere selezionati e allevati per crescere così velocemente che le zampe riescono a malapena a sostenere il peso dei loro corpi.

La terribile macchina dell’allevamento intensivo ha iniziato a distruggere prima l’ambiente, poi le risorse naturali, mettendo sull’orlo dell’estinzione intere popolazioni di animali selvatici. Pinguini, orsi polari, elefanti, giaguari, oranghi, rinoceronti: il loro destino è profondamente intrecciato all’espansione e alle devastazioni causate dall’agricoltura e dall’allevamento intensivi.

“Probabilmente siamo l’ultima generazione che può cambiare le cose senza ritrovarsi a guardare indietro a un mondo in cui un tempo esisteva la fauna selvatica...” – Philip Lymbery

Seguici per essere informato sulle nostre iniziative per fermare la macchina infernale dell’allevamento intensivo #stopthemachine

 

Fonti

[i] Secretariat of the Convention on Biological Diversity (2014), Global Biodiversity Outlook 4, Montréal, 155 pagine, accesso via: https://www.cbd.int/gbo/gbo4/publication/gbo4-en.pdf.



Condividi questa pagina