Trasporti e macellazione

Da anni lavoriamo per mettere fine ai trasporti a lunga distanza, in particolare quelli extra europei e siamo favorevoli all’introduzione su base europea di un limite massimo di 8 ore.

Gli animali andrebbero ingrassati e macellati il più vicino possibile al loro luogo di nascita e il trasporto a lunga distanza sostituito con l’export di carni surgelate.

Se già un destino di sofferenza attende i milioni e milioni di animali vivi trasportati nei confini comunitari, persino peggiore è quello che attende i tre milioni di animali che vengono “esportati” vivi al di fuori della UE. Questi viaggi interminabili causano uno stress enorme per gli animali, tenuti magari senza cibo o acqua, ammassati nei container sia d’estate che d’inverno.

A questa situazione di per sé già molto critica, se ne aggiunge una ancora più grave, quella della macellazione. In Europa abbiamo una legislazione che impone regole e stabilisce rigide linee guida sul trattamento degli animali al momento dell’abbattimento; quanto invece attende gli animali europei “esportati” fuori dell’Ue esce dal nostro controllo, come documentato da una nostra recente indagine, che ha svelato scene di crudeltà inimmaginabili.

Cosa abbiamo fatto

  1. Nel febbraio del 2015 a seguito della nostra investigazione sul macello di Karantina, Beirut – chiuso dopo le 136.000 firme raccolte – il Consiglio dei Ministri del Libano ha approvato la prima legge di protezione animale nella storia del Paese
  2. A seguire, nell’aprile del 2015, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che la legislazione sul benessere animale relativa al trasporto di animali vivi si applicasse anche quando gli animali lasciano l’Unione europea. Questa sentenza ci ha consentito di lanciare la petizione contro il trasporto di animali vivi in Turchia e denunciare l’Italia e altri 12 Stati membri per aver infranto le leggi sul trasporto di animali vivi verso la Turchia
  3. Abbiamo realizzato due video inchieste per documentare le sofferenze degli animali esportati in Israele e Gaza
  4. Siamo riusciti a coinvolgere nella campagna 114 Parlamentari Europei
  5. Abbiamo raccolto oltre 176.000 firme con il Cow OnTour, un’iniziativa europea che ha visto una scultura di una vacca a grandezza naturale viaggiare attraverso i paesi dell’UE
  6. Abbiamo diffuso una video inchiesta sul trasporto di agnelli e vitelli in EU
  7. Abbiamo diffuso le immagini di vacche gravide trasportate al confine con la Turchia.
  8. Siamo andati in prima pagina sui principali quotidiani online italiani con le video inchieste sui trasporti
  9. Abbiamo lanciato la prima giornata mondiale contro il trasporto di animali vivi
  10. Nell’ottobre 2016 eravamo presenti al festival Animali organizzato a Roma da Enpa con la scultura della vacca

 

Come ha risposta la politica ai nostri appelli

Nell'ottobre del 2015, relativamente a dei casi specifici di trasporto di bovini in partenza dall’Italia e diretti in Turchia, avvenuti nel luglio di quell'anno, il Ministero aveva ufficialmente dichiarato che non avrebbero dovuto ricevere l’autorizzazione dal Servizio Veterinario di partenza "in quanto oggetto di una non approfondita e poco ponderata valutazione di conformità".

E’ però vero che le immagini che abbiamo diffuso a settembre 2016 e girate nel giugno dello stesso anno, riprendevano carichi di bovini, anche italiani, fermi per giorni al confine turco, in pessime condizioni. 

 

I medici veterinari sono schierati con noi contro i trasporti

A causa delle continue violazioni di al regolamento in materia di benessere degli animali durante il trasporto, la Federazione dei veterinari europei ha chiesto di porre fine con urgenza alla sofferenza degli animali, e ha preso posizione contro questi lunghi viaggi.

 

Cosa puoi fare



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