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Telecamere nei macelli: sono legittime?

Alfonso Celotto, Professore ordinario di Diritto costituzionale, Università Roma Tre, ha partecipato all’evento Telecamere nei macelli: più tutele per animali, lavoratori, veterinari e consumatori, organizzato da CIWF Italia Onlus, Legambiente e Animal Law, tenutosi a Roma il 18 aprile. Ha risposto così ad alcune domande che gli abbiamo fatto.

D: Quali sono le difficoltà più importanti che devono essere affrontate affinchè possa essere approvata una legge per l’installazione obbligatoria delle telecamere nei macelli?

Ritengo che i costi di impianto possano essere il principale ostacolo che opporranno gli imprenditori, rilevando che la spesa per installare le telecamere sia un onere eccessivo. Per questa ragione mi pare che sia necessaria una legge che obblighi all’installazione delle telecamere, eventualmente anche prevedendo forme di incentivazione fiscale agli imprenditori adempienti

 

D: In che modo secondo Lei, l’emanazione della circolare n. 5/2018 del 19 febbraio 2018 ha cambiato lo scenario in Italia?

Le nuove tecnologie facilitano l’utilizzo degli strumenti di rilevazione a distanza. La nuova circolare ribadisce a mio avviso un punto essenziale: l’accordo con le organizzazioni sindacali, in maniera da rendere consapevoli e tutelare i lavoratori al pieno rispetto dei loro diritti.

 

D: Fra gli ostacoli emersi nel dibattito pubblico ad oggi, la possibilità che le immagini siano visionate dal servizio veterinario dell’ASL. Qual è il suo parere in proposito?

La nuova circolare consente la possibilità che la telecamera inquadri direttamente il dipendente, che non venga specificato il numero e la posizione delle telecamere e che i sistemi di riconoscimento antropometrico, ove indispensabili allo svolgimento della prestazione, non siano soggetti alla procedura consueta di autorizzazione ministeriale o accordo sindacale. Si tratta di aperture importanti che potranno agevolare l’utilizzo delle telecamere nei macelli, anche in collaborazione con le ASL.