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Le risposte di Liberi e Uguali

1 - Etichettatura secondo il metodo di allevamento - In Italia solo le uova delle galline sono etichettate obbligatoriamente secondo il metodo di allevamento. Esiste un’etichettatura volontaria per il pollame, ma per bovini, suini e conigli, che sono allevati per la maggior parte intensivamente, questa etichettatura è mancante. Gli italiani però hanno già dimostrato di preferire i prodotti più rispettosi del benessere animale essendo anche disposti a pagarli di più. Approverete un disciplinare di etichettatura volontaria secondo il metodo di allevamento per bovini, suini e conigli?

R: "Decisamente sì. L’etichettatura che indichi anche il metodo di allevamento è un passo essenziale per favorire gli allevatori più innovativi e attenti al benessere animale e dare piena libertà di scelta al cittadino nell’orientare i propri consumi".

2 - Trasporto - Il trasporto è uno dei momenti in cui gli animali possono soffrire maggiormente, a causa della lunghezza e delle condizioni del viaggio. Può capitare infatti, ed è stato mostrato in innumerevoli investigazioni che coinvolgevano anche l’Italia, che gli animali siano trasportati in condizioni di sovraffollamento, in mancanza di acqua e cibo, e senza soste adeguate. Vieterete i viaggi superiori alle 8 ore all’interno dell’UE e l’esportazione degli animali fuori dall’UE?

R: "Decisamente sì. È uno dei modi per venire concretamente incontro all’allevamento di qualità italiano, all’allevamento a km zero e per impedire inutili e, talvolta atroci, sofferenze animali".

3 - Telecamere nei macelli - Ogni anno in Italia vengono macellati più di 700 milioni di animali. Negli ultimi anni diverse investigazioni sulle condizioni in cui vengono macellati gli animali per uso alimentare, diffuse da alcune ONG, hanno suscitato scandalo e sdegno. In Francia e in Inghilterra, dopo simili scandali, le telecamere sono state introdotte per legge. Approverete una legge che obblighi all’installazione delle telecamere nei macelli, migliorarando le condizioni in cui gli animali vengono macellati, eliminando le inutili sofferenze a cui sono troppo spesso sottoposti e tutelando allo stesso tempo i diritti e la privacy dei lavoratori?

R: "Decisamente sì. A seguito di specifica intesa con le rappresentanze sindacali di settore riteniamo che la trasparenza anche nei luoghi deputati alla macellazione sia parte integrante di una filiera italiana di qualità e sia utile a ricucire un corretto rapporto con i cittadini nel momento in cui devono scegliere ciò che entra nella loro alimentazione".

4 - Antibiotico resistenza - L’antibiotico resistenza è una minaccia globale. In Italia circa il 70% degli antibiotici venduti è destinato agli animali e il nostro Paese ha livelli di resistenza fra i più alti dell’UE. L’uso preventivo, o routinario, degli antibiotici è uno dei pilastri degli allevamenti intensivi, dove gli animali riescono a sopportare condizioni innaturali solo grazie all’utilizzo di questi farmaci. Approverete una legge che vieti l’uso preventivo degli antibiotici negli allevamenti, assicurando migliori condizioni di benessere e una vita degna agli animali?

R: "Decisamente sì. L’ovvia necessità di cura degli animali che si ammalano negli allevamenti è in contraddizione con l’attuale abuso conseguenza dell’uso preventivo degli antibiotici che, se per qualche decennio ha ridotto i “costi collaterali” dell’allevamento intensivo, già oggi mostra tutti i limiti, le controindicazioni e gli impatti indiretti anche sulla salute umana".

5 - Sostenibilità - I sistemi che rispettano maggiormente il benessere animale sono anche quelli più sostenibili. Quando gli animali sono allevati in condizioni di maggiore benessere si fa un minore uso di antibiotici, si contribuisce alla fertilità del suolo, si riduce l’uso dei pesticidi. Inoltre i prodotti provenienti da allevamenti con più benessere animale hanno qualità nutrizionali migliori. Favorirete la transizione a questi sistemi con incentivi specifici?

R: "Decisamente sì. La qualità del lavoro e dell’ambiente passano per l’innovazione e l’attenzione alle migliori conoscenze e l’alimentazione è uno degli ambiti centrali che necessita di filiere integre e sane in tutti i suoi nodi essenziali, a partire ovviamente dalla salute e dal benessere degli animali allevati a tal fine".

6 - Mangiare meno, mangiare meglio - Le diete che prevedono grandi quantitativi di carne non sono sostenibili, non solo in termini ambientali, ma anche di salute pubblica. Una politica alimentare sostenibile e efficiente deve promuovere diete salutari, riducendo così l’incidenza di malattie cardiovascolari e respiratorie, oltre a quella di alcuni tipi di cancro. Promuoverete nelle scuole e nelle mense pubbliche una dieta con un minore apporto di carne, che provenga da allevamenti più sostenibili e rispettosi del benessere degli animali?

R: “Decisamente sì. Gli impatti su ambiente e salute di una dieta basata su un eccesso di proteine animali è ormai noto, pertanto favorire una cultura alimentare sana ed equilibrata a partire dalla sua concreta applicazione nelle mense scolastiche, universitarie e pubbliche è un nostro obiettivo”.

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